TRAMA
Roma, primavera 1981. Nel cuore del lussuoso comprensorio Isola del Gabbiano, un’oasi di eleganza nell’Olgiata, un delitto inaspettato scuote il tranquillo quartiere dell’alta società romana. Il corpo di Luigi Mariani, portiere e factotum della palazzina C, viene trovato in un magazzino: un omicidio senza indizi né movente apparente. Le indagini della polizia brancolano nel buio, intrappolate tra il riserbo dell’aristocrazia locale e un cordone di segretezza che nasconde più di quanto riveli. Chi poteva voler morto un uomo qualunque in un mondo di privilegi? Angosciata dall’immobilismo delle autorità, la vedova Mariani si rivolge a Daniele Negretti, investigatore privato dal carattere schivo ma dall’intuito affilato, trascinato nel caso dall’amico Luca Viti, scrittore di gialli tanto brillante quanto ficcanaso. Per Negretti, abituato a piccoli misteri e grandi caffè, questo è il primo, vero caso di omicidio. Tra i vialetti ordinati dell’Isola del Gabbiano e il fascino decadente di una Roma anni ’80 dove il profumo di primavera si mescola a segreti sussurrati, Negretti si muoverà con ironia e tenacia, scavando tra pettegolezzi, rancori nascosti e verità taciute. Riuscirà a ricostruire il puzzle di un delitto che minaccia di scuotere le fondamenta di un mondo apparentemente perfetto?
IL MIO PENSIERO
Il romanzo, ambientato nella Roma della primavera del 1981, conduce il lettore all’interno dell’esclusivo comprensorio dell’Olgiata, dove l’apparente tranquillità dell’elegante “Isola del Gabbiano” viene spezzata dal ritrovamento del corpo senza vita del portiere Luigi Mariani nel magazzino dello stabile.
Le prime ricostruzioni parlano di una tragica fatalità, ma la vedova non è disposta ad accettare una verità frettolosa. Decisa a fare chiarezza, si rivolge — tramite lo scrittore di gialli Luca Vitti — all’investigatore privato Daniele Negretti, uomo diffidente ma dotato di grande intuito. Sarà lui a muoversi tra i residenti della residenza, scavando tra silenzi, rancori e segreti mai del tutto sopiti.
Scritto a quattro mani da Lucio Schina e Francesco Cheynet, il romanzo è ben costruito e l’intreccio risulta chiaro e coerente. Il ritmo della narrazione è sostenuto, grazie anche a capitoli brevi che permettono di interrompere la lettura senza perdere il filo della vicenda.
Particolarmente riuscita è l’ambientazione: la Roma degli anni Ottanta fa da sfondo con descrizioni curate non solo dal punto di vista architettonico, ma anche sociale, restituendo l’atmosfera di un contesto borghese in cui l’apparenza conta più della verità.
I personaggi, principali e secondari, risultano ben caratterizzati e funzionali allo sviluppo della trama. Il colpo di scena è presente, così come il depistaggio iniziale, che conduce il lettore su una pista diversa e stimola a rivedere le proprie ipotesi.
Per concludere, si tratta di un giallo cozy ben strutturato, leggero e piacevole.
INFORMAZIONI AUTORI
Lucio Schina vive in provincia di Roma. Trascorre gran parte del giorno a scrivere e leggere; come ogni autore di gialli che si rispetti, la sua strada è disseminata di omicidi da risolvere.
Francesco Cheynet nasce e vive a Roma dove insegna in una scuola primaria e nel tempo libero scrive, per lavoro e per hobby. Oltre a dedicarsi alla scrittura creativa, principalmente romanzi e racconti gialli, thriller e noir, Francesco lavora come copywriter freelance immettendo su siti e portali contenuti testuali di vario genere.
