TRAMA
“Un tranquillo weekend di omicidi” di Dann McDorman, un esclusivo club di caccia isolato da una tempesta senza precedenti. Un gruppo di ricchi sconosciuti con troppi segreti. Tutti sono sospetti al West Heart Club nessuno escluso.
Cosa c’è di meglio di un giallo ben fatto, originale ma dal sapore classico, alla Agatha Christie, per intenderci? Un giallo con al centro un posto suggestivo – metti, un esclusivo club di caccia nei boschi dell’Upstate New York, a cui sono ammessi solo i membri di poche, ricchissime famiglie che si riuniscono per cacciare orsi e cervi, bere Martini e seppellire i loro sporchi segreti.
Un giallo in cui, naturalmente, non può mancare un detective, uno di quelli vecchio stampo con la sigaretta tra le dita e l’aria più che vissuta, capitato lì per caso, invitato da uno dei soci. Un ospite un po’ troppo ficcanaso…
E poi, la ciliegina sulla torta: il morto. Magari il cadavere di una bella signora, una delle mogli, rinvenuto sulla riva del lago pieno di pesci e canoe di lusso. Una signora che, nel gruppetto di amici del club, di nemici ne aveva parecchi. A questo punto basta aggiungere una terribile tempesta che blocca tutti quanti lassù, senza via d’uscita, e il gioco è fatto.
IL MIO PENSIERO
Era da un po’ che non mi dedicavo alla lettura di questo genere, ma “Un tranquillo weekend di omicidi” di Dann McDorman ha catturato la mia curiosità, sia per la splendida copertina sia per l’intrigante trama, definita dalla critica come un bestseller internazionale. Devo essere sincero: sono rimasto un po’ sorpreso da questa lettura perché si discosta molto dai classici gialli che ho letto finora.
Ma veniamo al mio pensiero.
Fin da subito, l’autore chiarisce che ci troviamo davanti a un giallo originale e diverso, precisamente un metaromanzo in cui descrive le varie fasi di stesura, premettendo di infrangere tutte le regole del genere.
L’idea e l’ambientazione, così come i dettagli, sono molto intriganti: una cerchia ristretta di sospettati, una location esclusiva che, a causa di una tempesta, li intrappola, e un detective che si trova lì “per caso” prima della scoperta del cadavere.
In diverse occasioni, durante la lettura, l’autore si interpone tra il lettore e la storia, facendo riferimento ai vari libri di Agatha Christie. Se non avete letto alcuni dei suoi romanzi, vi consiglio di saltare quelle righe, poiché contengono diversi spoiler.
Non ho molto apprezzato il fatto che, quando la storia ci guida verso una direzione, l’autore interviene nuovamente per anticiparci e smentirci, facendo esempi con le regole classiche di un buon giallo. Ho trovato molto noiosi e, secondo me, confusionari, gli infiniti dialoghi che incontriamo verso il capitolo finale.
I colpi di scena non mancano; uno in particolare mi ha lasciato senza parole e dubbioso sulla scelta dell’autore, ma mi fermo qui per non spoilerare nulla.
Anche se penso sia chiaro il mio pensiero, se vi state chiedendo se consiglio questa lettura, per questo bestseller internazionale, così come viene definito, per me è un grande NO.
