TRAMA
Il corpo di Else Cohen, anziana donna di origini tedesche, viene ritrovato nel Tevere, all’altezza dell’Isola Tiberina. Dopo una prima ipotesi di suicidio, le indagini della polizia portano a una formale accusa di omicidio nei confronti di Lillo, un ragazzo che tutti, nel suo quartiere, chiamano “lo scemo” per via di un evidente ritardo mentale. Ma Lillo non è un ragazzo violento. Lo sa bene Serena, un’adolescente che abita nella stessa zona periferica e isolata dal corpo della città. Serena non ha una particolare simpatia per Lillo e, come tutti, lo tratta da “scemo” ma, nel caso della morte di Else, sa che il ragazzo non ne è responsabile. Si azzarda ad affermarlo con ostinazione, ma nessuno le dà retta: Lillo è il colpevole perfetto. Serena però non si dà per vinta e insieme ad altri due ragazzi – Marchetto e Cristiano – comincia una sua personalissima indagine che prende le mosse dalla biografia della vittima. Chi era veramente Else? Chi poteva volerne la morte? È l’inizio di una ricerca che li porta a esplorare Roma, a scoprire la storia del ghetto e che li catapulta nel passato, fino alla rivelazione finale che scagionerà definitivamente Lillo.
IL MIO PENSIERO
Trovo sempre molto immersivi i libri destinati ai giovani lettori e, durante Più libri più liberi, ho scoperto la casa editrice Pelledoca Editore, rimanendo colpito dalle sue proposte: copertine molto curate e storie capaci di incuriosire anche un adulto come me. “La prova” di Luisa Mattia è una di queste. Ma veniamo al mio pensiero.
La storia è ambientata nella periferia romana che costeggia l’Aniene, una zona marginale e degradata. In un palazzo malridotto, abitato da gente “povera”, vive Else Cohen, una donna continuamente insultata e additata come “la tedesca” o “la giudia”. Non è però sola: nello stabile vivono anche Serena, Cristiano e Marchetto, ragazzi che si divertono a tormentare Lillo, un giovane che tutti chiamano “lo scemo” a causa di un evidente ritardo mentale.
Durante una delle tante giornate trascorse in riva al fiume, i ragazzi si accorgono che Else è annegata nelle acque fangose. Dopo una prima ipotesi di suicidio, le indagini della polizia portano a una formale accusa di omicidio nei confronti di Lillo.
Serena, però, insieme ai suoi amici, è convinta che non sia stato lui e nessuno di loro vuole che venga rinchiuso in un manicomio giudiziario. Decidono quindi di avviare una personalissima indagine che li conduce a esplorare Roma, a scoprire la storia del ghetto e li catapulta nel passato, fino alla rivelazione finale.
La penna dell’autrice è semplice e diretta: intrattiene il lettore senza difficoltà, stimolando la curiosità e spingendolo a proseguire fino all’identificazione del colpevole. Il ritmo della narrazione è ben bilanciato e sostenuto, anche grazie ai numerosi dialoghi che si sviluppano tra i protagonisti. I capitoli sono brevi e permettono di interrompere la lettura in qualsiasi momento, senza dover affrontare lunghe maratone per arrivare al successivo.
I personaggi sono ben costruiti e perfettamente integrati nella vicenda: ognuno, con le proprie fragilità e peculiarità, svolge un ruolo preciso nello sviluppo della trama, contribuendo a rendere la storia credibile e coinvolgente.
Per concludere, “La prova” è una storia che ci fa viaggiare nel tempo, riportandoci a un passato doloroso che non dovrebbe essere dimenticato. Una lettura che mi sento assolutamente di consigliare anche a un pubblico adulto.
INFORMAZIONI SULL'AUTRICE
Luisa Mattia, vive e lavora a Roma. Ha scritto numerosi romanzi per ragazzi e giovani adulti, tradotti anche all’estero. I suoi libri hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel 2008 ha ricevuto il prestigioso «Premio Andersen» come miglior scrittrice. È autrice di “Melevisione” e “L’albero azzurro”, fortunate trasmissioni televisive per bambini, in onda su Rai Yoyo. Ha ideato e scrive il nuovissimo programma “Calzino” per Rai Yoyo. È ideatrice e autrice della serie animata “Nefertina sul Nilo”, prodotta da Graphilm e Cyber Group. I suoi testi più recenti per il teatro sono Zeus e il fuoco degli dei, prodotto dal Teatro Verde di Roma e Leo, prodotto dal Teatro Argentina di Roma.
